Anche se la superficie della scultura è molto consumata, sono ben distinguibili due teste maschili con barba lunga. Quella in migliore stato di conservazione si può attribuire al dio del vino Dioniso, mentre l’altra è identificabile con un Satiro, grazie alle orecchie appuntite e ai frutti d’edera sulla fronte, dettagli che caratterizzano solitamente questo personaggio.
Questa scultura, databile al I secolo d.C., è stata rinvenuta nel 1963 nell’ex fondo Rossi a Borgoricco, nell’area di una ricca villa della quale forse decorava il giardino, come suggerisce il confronto con le domus di Pompei. Probabilmente, era fissata sopra un pilastrino, come dimostrano i due incassi rettangolari presenti ai lati.
Altri reperti
-
Selci
-
Groma
-
Cippo gromatico
-
Tomba della bambina
-
Ricostruzione dell'aratro
-
Tomba del cavallo
-
Macina
-
Coppetta in terra sigillata
-
Ricostruzione del telaio
-
Lastre di rivestimento
-
Anfore
-
Base in legno del pozzo
-
Modello tattile del complesso architettonico di Aldo Rossi
-
Odometro
-
Livella
-
Il modello tattile della centuriazione